A cura della Dr.ssa Ida Sciabica Psicologa

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Vi è mai capitato di passare per strada e vedere qualcuno di colpo cominciare a contorcersi incontrollabilmente e ad urlare improperi e oscenita?

Di fronte a ciò, una prima reazione potrebbe essere quella di disgusto o sorriso accompagnato da esclamazioni più o meno stereotipate  del tipo” quella persona è pazza!” “che maleducazione!” “siamo al limite, non c’è piu’ religione!” e cosi via dicendo.

Provate un attimo a mettervi nei panni di quella persona e pensare se ci fosse stati voi al suo posto. Come vi sareste sentiti? possibilmente imbarazzati ed osservati.

Quello che generalmente per noi potrebbe essere scambiato per maleducazione non è altro che la Sindrome di Tourette.

Parolacce, tic, pensieri ossessivi accompagnati da insoliti rituali, depressione, disturbi dell’attenzione, iperattività sono caratteristiche della sindrome di Tourette.

La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico che altera l’equilibrio chimico dei neurotrasmettitori nel cervello con insorgenza in età pediatrica. Diversi ricercatori ipotizzano che la sindrome possa essere ereditaria.

Il Centro Tourette disturbi del movimento e del sistema extrapiramidale  dell’Irccs, Istituto ortopedico Galeazzi di Milano insieme alla Onlus AIST stima che in Italia 200mila persone sono colpite da questa sindrome, la metà sono bambini.

Una persona su cento soffre di questo problema con pesanti risvolti per la vita scolastica, sociale e lavorativa che risulta essere individuabile entro i diciotto anni.

Nonostante oggi sia una realtà cosi diffusa, in pochi sanno veramente di che si tratta e molto spesso le persone colpite da questa sindrome e i loro familiari vengono esclusi con esiti a volte drammatici.

Spesso i bambini con sindrome di tourette risultano essere vittime di atti di bullismo dovuti principalmente alla loro scarsa autostima, ad una percezione negativa del sé, al rifiuto e all’isolamento sociale.

Ma il paziente con sindrome della tourette è sempre destinato a stare dietro le quinte?

Questa particolare sindrome con indubbi aspetti negativi riguardo la sfera sociale può nascondere delle risorse.

La sviluppata creatività, l’arte e la musica possono rappresentare una vera e propria risorsa per i pazienti con questo tipo di sindrome.

Chi non conosce il grande Mozart e non ha mai pensato di voler suonare cm lui? Del resto in una società in cui il posto fisso resta quasi un sogno, sviluppare ed essere creativi potrebbe rappresentare una vera e propria risorsa.

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