Un sorriso al giorno leva il male di torno o meglio ancora come diceva il famoso Charlie Chaplin
Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.

Il Sorriso è un linguaggio condiviso in tutto il mondo, rappresenta un fondamentale segnale di apertura e disponibilità, e possiede un effetto conciliante  in quanto è molto efficace nel ridurre la competizione e nel bloccare quindi le interazioni simmetriche.

Sorridere permette, di connetterci con l’altro accorciando le distanze ed entrando in sintonia.

Un aspetto fondamentale del “ridere” è senza dubbio quello relazionale, che ci porta ad avvicinarci all’ altro e condividere insieme le stesse emozioni.

Goleman parlava della cosiddetta “intelligenza emotiva” ovvero provare empatia ed attenzione per gli altri; la capacità di usare le emozioni con intelligenza; identificandole, comprendendole, gestendole per riuscire ad affrontare meglio la vita.
Sorridere è inoltre, contagioso grazie all’attivazione dei neuroni specchio, quando sorridiamo nella mente altrui si attivano le stesse aree del sorriso, basti pensare ai neonati che già verso la quarta settimana di vita iniziano a sorridere in risposta ai sorrisi di chi si prende cura di loro.

Nella metà degli anni ’80, l’Università della California conferì la Laurea ad Honoris Causa al giornalista scientifico Norman Cousins (guarito da una tremenda malattia articolare, a suon di risate e con l’impiego di dosi massicce di Vitamina C) si sancì di fatto la nascita della “gelotologia”(dal greco ghelos = riso, logos = scienza; “scienza della risata“), una nuova area di ricerca,  dedicata allo studio sistematico del ridere, del buonumore e del pensiero positivo in funzione terapeutica, come rimedio psicofisico.

Successivamente molti studi e ricerche hanno dimostrato e confermato che ridere comporta degli effetti positivi a livello biologico e a livello psicologico.

Da un punto di vista biologico consente di avere dei benefici sull’attività cardiaca e respiratoria, sul sistema immunitario, abbassa la pressione e stimola l’appetito.

Da un punto di vista psicologico, invece, il riso e la sua frequenza sono buoni indicatori e predittori di salute e sane relazioni.

Difatti ridere mantiene vivi, consente di padroneggiare le situazioni più difficili e imprevedibili, permette di elaborare le tensioni attraverso una scarica positiva dell’ansia e dell’aggressività, aiuta  a non perdersi d’animo, offre un mezzo di comunicazione creativo che aiuta ad esprimere verità ritenute pericolose, contribuisce le relazioni e il senso di unione familiare attraverso la condivisione di un piacere profondo.

Ridere potrebbe significare non prendersi mai troppo e tutto sul serio, potersi sentire più leggeri, liberi dagli schemi che diventano soffocanti ma soprattutto mettere in atto le proprie risorse interne per fronteggiare le situazioni di forte stress, le minacce alla salute psicofisica.

La risata ha pertanto un effetto terapeutico spesso in grado di rendere più rapido il percorso di guarigione calmando il dolore attraverso la distrazione. Come diceva Victor Hugo “Il riso è il sole che scaccia l’inverno dal volto umano.” permettendo il passaggio dall’angoscia alla serenità.

Nella Clownterapia riso e gioco si fondono in un unico strumento principe per la cura del disagio psicofisico dei bambini e del disagio psico-emotivo del sistema famiglia. La relazione che si istaura tra malato e operatori (clown) e famiglia diventa elemento di cura, supporto al dolore in uno scambio interattivo di dare e ricevere.

Il sorriso è pertanto una medicina naturale e gratuita per cui non ci resta che Sorridere    alla nuova vita, sorridere all’emozioni dolorose, sorridere a se stessi e agli altri perché come è scritto nella Bibbia in Atti 20:35 “Bisogna sostenere i deboli ricordandosi che è’ cosa più felice il dare che il ricevere!”

 

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One comment on “Perchè Ridere ad ogni Età?

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